archivio Bolaño

dedicato a Roberto Bolaño

J. Rodolfo Wilcock – Testi brevi da: “La sinagoga degli iconoclasti”

leave a comment »

La sinagoga degli iconoclasti (1972) dell’argentino J.Rodolfo Wilcock (1919-1978) e’ l’ultimo, in ordine cronologico, dei modelli cui si ispira La storia della eltteratura nazista in America di Roberto Bolaño.  L’altro libro illustre è Storia universale dell’infamia (1935) di Borges . La genealogia di quest’opera può essere fatta risalire inoltre a Retratos reales e imaginarios (1920) del messicano Alfonso Reyes (1889-1959) e Vite immaginarie (1896) del francese Marcel Schwob (1867-1905).

La sinagoga degli iconoclasti

Tra pecore e maiali Pons scoprì presto che qualunque tipo di comunicazione era impossibile con i tedeschi; i quali erano per di più così cocciuti che ancora sostenevano di aver vinto loro la guerra mondiale. Rotta una Ford modello T, scassata una Studebaker ancora più robusta, Pons fu costretto a tornare a Bariloche a piedi perché i cavalli che la conoscevano si rifiutavano di percorrere una strada simile. Pure a Bariloche gli indigeni locali erano quasi tutti tedeschi e per giunta dimostravano una notevole diffidenza nei riguardi dei cileni, tradizionalmente considerati o banditi o puttane, secondo il sesso.

Il capitano John Cleves Symmes sosteneva che la terra è fatta di cinque sfere concentriche, tutte e cinque forate ai poli. Molto si parlò e per molti anni, negli Stati Uniti, di questa apertura polare, comunemente detta il “buco di Symmes”; il capitano aveva fatto distribuire dappertutto un volantino nel quale spiegava come stavano le cose e sollecitava l’aiuto di cento coraggiosi compagni disposti a esplorare con lui il buco settentrionale, largo parecchie migliaia di chilometri. Attraverso questo foro – e quello opposto – l’acqua del mare si riversa continuamente sulla prima sfera interna, anch’essa popolata, come le tre restanti, da animali e vegetali.

Lo stereoscopio dei solitari

La lettrice

Una grossa gallina occupa l’appartamento; è così grossa che ha già diroccato qualche uscio, nel tentativo di passare da una stanza all’altra. Non che sia molto irrequieta, tuttavia, è una gallina intellettuale, e trascorre quasi tutto il suo tempo a leggere.

Infatti è consulente della casa editrice A.; l’editore le spedisce tutti i romanzi che appaiono all’estero, e la gallina li legge, pazientemente, con l’occhio destro, perché non può leggere con tutti e due allo stesso tempo: quello sinistro rimane chiuso, sotto la bella palpebra grigia vellutata. Di tanto in tanto, la gallina borbotta qualcosa, perché la stampa è troppo piccola per lei; oppure fa clo-clo e sbatte le ali, ma nessuno può dire se lo fa dal piacere o dalla noia. Comunque, quando un libro non le piace, la gallina intellettuale se lo mangia, poi la casa A. manda un ispettore a raccogliere gli altri – che lei lascia sparsi per tutta la casa – e li pubblica.

Questo ha dato origine in passato a qualche equivoco: libri che venivano ritrovati dietro un armadio, quando già erano stati pubblicati da un altro editore, con deplorevole successo. Ciò nondimeno, è la gallina più autorevole dell’industria libraria.

Non sappiamo come disfarcene; oltre a far crollare le porte ci sporca le stanze, e la domestica minaccia di andarsene se non va via la gallina. Eppure è un animale così intelligente, i suoi giudizi sono così esatti, le sue abitudini così miti: alle sei di sera sale sul suo divano, si appollaia, chiude gli occhi e si addormenta, senza dare più noia a nessuno; non si muove nemmeno per fare i suoi bisogni.

Al mattino ci alziamo e la troviamo già nella sala da pranzo, intenta a leggere l’ultimo russo in Siberia, l’ultimo sudamericano.

E non ha mai fatto un uovo

Il ragno

Il ragno si annoia, ma non sa di annoiarsi.

Ha già percorso diverse volte la sua tela e ha rammendato gli squarci; poi, per fare qualcosa, ci ha aggiunto qua e la delle piccole migliorie, piuttosto inutili poiché nessuno arriva.

E’ stato uno sbaglio tessere una ragnatela in quel posto così solitario. Infastidito dai calabroni che gli stracciavano la tela per poi andarsene come erano venuti, il ragno ha scelto un angolo sicuro ma deserto, e ora si annoia.

A volte un seme leggero, portato dal vento, si imbatte nei fili; il ragno si affaccia, diffidente e speranzoso, fa per avvicinarsi, capisce che è stato un falso allarme e rientra nella sua galleria conica insaccata tra due foglie morte.

Tanto lavoro per niente.

Gli specchi

Costretto a letto dalla sua infermità, Lorbio si è fatto sistemare nella stanzetta della clinica due grandi specchi paralleli; uno copre la parete di sinistra, l’altro quella di destra. Così il malato si vede rispecchiato dalla testa ai piedi, da una parte e dall’altra, e può illudersi di stare in una stanza o corsia a tre letti, anzi a molti letti, in compagnia di una quantità di malati che d’altronde gli somigliano molto.

I suoi vicini di letto, Lorbio li chiama Destrino e Sinistrino: Destrino sembra leggermente più giovane di lui, Sinistrino è il più anziano dei tre; per il resto, tutt’e tre fanno sempre le stesse cose o quasi, alla stessa ora, con gli stessi movimenti.

In questo senso, si può dire che nessuno ha mai visto tre compagni di corsia raggiungere un accordo così perfetto.

E poi sono molto discreti: se Lorbio sta parlando con Destrino, Sinistrino volge la testa dall’altra parte; e lo stesso fa Destrino non appena il suo compagno rivolge la parola a Sinistrinoõ.

La Samisa

La Samisa è un’attrice molto personale, non vuole recitare per più di una persona alla volta.

Disprezza le sue colleghe che recitano per esempio una scena d’amore davanti a una intera platea di spettatori radunati a caso, come se tutti intendessero l’amore nello stesso modo.

Studiato il personaggio, sentenzia la Samisa, bisogna studiare lo spettatore. Lei lo invita quindi a colazione, oppure a una cenetta fredda prima dello spettacolo, o a un te abbondante con paste leggere.

Pane tostato, burro e marmellata o mortadella, e lo studia.

Puo’ darsi che lo spettatore sia straniero, e in tal caso bisogna impratichirsi nella sua lingua; oppure che sia sordo, e allora converrà alzare la voce, ma nella misura giusta perchéi sordi si arrabbiano come scorpioni se gli si parla troppo forte, e mordono.

Con questo sistema la Samisa è riuscita a offrire duemilacinquecento repliche successive di Hedda Gabler, uno dei suoi due cavalli di battaglia; l’altro cavallo è Desdemona.

Socrates Scholfield

La Sua esistenza ha sempre sollevato dubbi.

Del problema si sono occupati San Tommaso, Sant’Anselmo, Cartesio, Kant, Hume, Alvin Plantinga.

Non ultimo, Socrates Scholfield titolare del brevetto registrato presso l’U.S, Patent Office nel 1914 col numero 1.087.186. L’apparecchio di sua invenzione consiste di due eliche in ottone incastrate in modo che, lentamente girando ciascuna intorno all’altra e dentro l’altra, dimostrano l’esistenza di Dio.

Delle cinque prove classiche questa è detta la prova meccanica.

Philip Baumberg

Nel 1874, nei pressi di Wanganui nella Nuova Zelanda settentrionale, Philip Baumberg, nativo di Cork in Irlanda fece funzionare per la prima volta la sua pompa a cani o dog-pump.

Il congegno, se così lo si può chiamare, sfruttava il fatto scientificamente dimostrato che un cane bene educato, se lo si chiama, viene. Baumberg si serviva di una trentina di cani da lavoro, pastori e simili, e di due manovali salariati, il cui numero andò poi aumentando progressivamente.

Il primo manovale era piazzato in basso, con un secchio, presso un ruscello di acqua potabile; il secondo era in cima al colle, accanto a un canalone di lamiera che con lieve pendenza conduceva l’acqua verso una cisterna attigua all’abitazione di Baumberg.

Ogni cane portava appeso al collo un bidone che veniva riempito dall’indigeno in basso; poi quello in alto chiamava il cane, e quando questo era arrivato su, l’uomo versava l’acqua del bidone nel canalone della cisterna; subito dopo l’altro indigeno chiamava il cane su e ripeteva l’operazione.

Con trenta cani in moto l’effetto era particolarmente vivace.

Annunci

Written by azulines

22 dicembre 2009 a 1:42 pm

Pubblicato su generale, testi

Tagged with

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: